Sant'Antonio Abate
 Sant’Antonio Abate è racchiuso geograficamente a sud dalle prime propaggini dei Monti Lattari, a nord dalla fertilissima piana del Sarno, ad ovest dal golfo di Castellammare di Stabia e ad est dalla provincia di Salerno. Con circa 19.000 abitanti su un’area di 7,87 kmq. a giacitura prevalentemente pianeggiante, confina con le cittadine di Lettere, Gragnano, Santa Maria la Carità, Pompei, Scafati ed Angri Il paese, prettamente agricolo fino agli anni cinquanta del secolo scorso, acquisisce in prosieguo di tempo modelli di sviluppo tipicamente industriali, perdendo così i suoi connotati rurali.
Il territorio, parte integrante della città di Lettere fino al 1925, in epoche remote svolge un ruolo geografico ed etnico di rilevante interesse, posto al centro di importanti nodi viari colleganti le fiorenti città di Stabia e Nocera, luogo di transiti delle antiche civiltà italiche, come attesta la necropoli in località Madonna delle Grazie. Alle genti italiche si sovrappongono i Sanniti e successivamente i Romani, la cui presenza è ampiamente documentata da numerose ville rustiche sparse sulla fascia pedemontana dei Lattari. Abbandonato a seguito dell’immane eruzione del Vesuvio del 79 d.C., il territorio riprende vita già dal secondo secolo con coltivazioni di terre in aziende agricole ricalcanti gli impianti delle antiche fattorie distrutte dal vulcano. Nel secolo sesto la zona è interessata dagli eventi della guerra greco-gotica che si conclude nella nostra plaga con la disfatta dei Goti e la morte del loro re Teia. Segue un periodo di abbandono fino all’anno Mille, ma già dall’undicesimo secolo si registra una lenta ripresa economica con la costruzione sui primi pianori di grandi complessi abitativi con coltivazione di vaste terre all’interno di masserie e dal secolo decimosesto anche dell’area pianeggiante sottratta alla palude ed agli acquitrini.Sorgono quindi dimore rurali lungo l’asse viario che da Angri mena a Castellammare di Stabia e nuovi nuclei abitativi si formano intorno all’antica Chiesetta di Sant’Antuono e lungo le strade sterrate che intersecano la provinciale. Agli albori del diciannovesimo secolo nella borgata si registrano ben 1000 abitanti che nell’arco di un secolo passano a  4.000.Negli anni venti del secolo scorso la popolazione assomma a seimila unità con uno sviluppo urbanistico, socio-economico e produttivo significativo che conferisce al villaggio compattezza e configurazione di paese, tale da rendere opportuno e vantaggioso il distacco da Lettere, sancito con legge del 25 giugno 1925, n. 1136 e di conseguenza l’inizio dell’autonomia amministrativa a partire dal secondo semestre del 1929.


Prof.ssa Rosalba Matrone


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