Il Comune di Sant'Antonio Abate è situato nella Campania, in Provincia di Napoli. Il 17 gennaio si festeggia il Patrono, Sant'Antonio Abate. Tra gli edifici religiosi: Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio; Santuario di San Gerardo. Confina con i comuni di: Gragnano, Pompei, Lettere, Santa Maria la Carità, Scafati, Casola di Napoli e Angri. Si trova lungo il confine meridionale della Provincia di Napoli ed è praticamente equidistante da Napoli e Salerno.
Dai due capoluoghi campani è facilmente raggiungibile mediante l'autostrada A3 Na-Sa. Per raggiungere il centro cittadino abatese basta uscire al casello autostradale di Angri, voltare a destra e proseguire sempre dritto; dopo poco più di un chilometro si giungerà nella centrale Piazza della Libertà. Il Comune di Sant'Antonio Abate è anche attraversato dall'asse viario Angri-Castellammare di Stabia e dalla perpendicolare via Scafati che congiunge il comune abatese con il centro della cittadina salernitana.
A circa 5 km dal Comune di Sant'Antonio Abate si trova la stazione FS di Pompei, situata lungo la linea Napoli-Salerno. Inoltre diverse linee urbane di autobus pubbliche e private collegano S. Antonio Abate con Napoli (via S. Maria La Carità - Autostrada Napoli-Salerno), Scafati, Angri, Castellammare di Stabia e S. Marzano sul Sarno. Una linea apposita permette il collegamento anche con la sede universitaria di Fisciano (Sa).
L'aeroporto di riferimento è quello di Napoli che dista da Sant'Antonio Abate 35 km circa. Per arrivare a Sant'Antonio Abate dall'aeroporto: Bus Prendere l'Alibus, arrivare alla stazione di Piazza Garibaldi di Napoli e da lì proseguire con il treno.
Ritratto della Città Situato alle pendici del monte Lettere, non si hanno molte notizie sugli insediamenti. I primi reperti certi risalgono all'epoca sannitica e a quella romana, difatti sono state ritrovate antiche necropoli e ville rustiche.
Successivamente la città fu dominata dai Bizantini e dai Longobardi, per poi diventare territorio feudale a partire dal XII-XIII secolo di proprietà di baroni e marchesi, tra cui gli Angioini.
Solo dal 1929 in poi la città di Sant'Antonio Abate si staccò da Lettere e divenne comune autonomo.
Attività Economiche In passato l'economia cittadina era di tipo agricolo. Purtroppo con l'incremento demografico e la costruzione di nuovi edifici, i campi utilizzati per l'agricoltura sono stati eliminati. Tuttavia, ancora oggi, persiste la floricoltura e l'artigianato del legno e del ferro. Importante è anche l'industria conserviera, soprattutto per l'imbottigliamento di pomodori e l'inscatolamento della frutta.
Da Vedere Villa di via Casa Salese
Testimonianza dell'epoca romana, si caratterizza per una pianta quadrata e si estende per una superficie di cinquecento metri quadrati.
Tradizioni La città è molto devota al santo protettore, il cui culto risale all'epoca sveva. Durante il Medioevo, per celebrare Sant'Antonio, venne istituita una fiera durante la quale i venditori erano sotto la giurisdizione di un masto di mercato. In quella ricorrenza, i mercanti non dovevano pagare alcuna tassa feudale se non il diritto plateatico.
Tale fiera cadeva nel mese di gennaio e durava circa otto giorni,ossia i quattro prima della giornata del santo e i quattro successivi. A partire dal 1599, con l'aumento demografico, la festa iniziò a protrarsi per un altro giorno.
Il culto in onore di Sant'Antonio si deve alla credenza delle sue doti taumaturgiche, difatti, le iconografie del santo lo ritraggono sempre come guaritore, con un campanello, un maiale di fianco, la fiaccola e le fiamme che simboleggiano la malattia del fuoco sacro, da lui così rinominata.