La villa rustica di età romana, sepolta dall'eruzione del 79 d.C., fu scoperta fortuitamente nel 1974 in un fondo agricolo di proprietà Cuomo. Essa fu scavata parzialmente grazie alla collaborazione che si instaurò tra la Soprintendenza ed il proprietario. L'accesso moderno attraversa un'ampia area scoperta, il cui lato orientale è occupato da un'aia,(2) delimitata da un basso muretto, con pavimento in cocciopesto inclinato ad occidente verso un foro di immissione in un collettore (3), che convoglia le acque piovane in una cisterna posta al di sotto dell'ambiente Il.
Cinque gradini, posti all'estremità occidentale del collettore, permettono di salire in un ambiente di servizio (11), privo di rivestimento parietale e con pavimento in terra battuta, caratterizzato da una grande vasca addossata alla parete di fondo.
Si accede agli altri ambienti attraverso una gradinata moderna che conduce ad un cortile porticato (14), solo in parte scavato, delimitato da due pilastri rettangolari in opera mista, coi quali era allineato un larario dipinto con una scena raffigurante un sacrificio taurile ed un serpente agatodemone. "
Attraverso un ampio vano di passaggio, inquadrato da due tratti di muratura in opera incerta con stipiti in opera listata, si accede all'ambiente 13. Questo presenta tracce di signino sulla parete Nord ed un arco di sostegno tamponato sulla parete Sud, sulla quale si apre il vano di accesso ed una finestra dell'ambiente 10; da qui si raggiungeva il piano superiore che si estendeva sugli ambienti 10 e 15, entrambi a carattere servile, attraverso una scala lignea di cui restano le tracce.
Dall'ambiente 13 si giunge al cortile colonnato 12, anch' esso solo in parte scavato, che probabilmente costituiva il cortile centrale della fattoria. Sul colonnato si aprono gli ambienti 9, 8 e 4 adiacenti, ed in fondo, sul lato orientale, gli ambienti 5 e 6.
L'ambiente 9, a pianta rettangolare, è decorato con zoccolo nero sormontato da intonaco grezzo; un piccolo forno a camera, con volta formata da un dolio appositamente tagliato, è addossato alla parete E. In questo ambiente, in parte nei pressi del forno, in parte lungo le pareti, si rinvennero molti reperti, costituiti da vasellame d'uso comune, in terracotta ed in bronzo.
All'esterno dell'ambiente, nell'angolo S-O, resta un piano di cottura a base quadrata in opera incerta di pietre ca1caree e tegole fratte. Sulla parete restano dei disegni a carboncino raffiguranti cervi in movimento.
L'ambiente 8, adiacente, è decorato con affreschi in III stile: sullo zoccolo nero la zona mediana, a fondo bianco, è scompartita da edicole delimitate da colonnine bianche in pannelli riquadrati da filettature rosse con al centro animali in corsa (una capra, un cerbiatto, una lepre una pantera un'aquila un gri- Particolare della decorazione
Tra gli ambienti 8 e 9 si lessero due graffiti: Stabiani hic sine talamo; Creso... migiafedat
L'ambiente 4 presenta, sulla parete opposta all'ingresso, un larario intonacato in bianco con intorno decorazioni a fasce rosse e nere e al di sotto graffito a carboncino: AMETTESI. L'ambiente presenta Particolare della decorazione parie/ale con grifone una struttura circolare, forse la base di una macina; ha carattere rustico e vi si rinvennero numerosi reperti d'uso comune. Adiacente è un piccolo ambiente, 5, a pianta stretta ed allungata, forse un ripostiglio, come sembrano dimostrare i fori per gli appoggi delle mensole. Proseguendo verso Nord, la parete è formata da due archi di cui uno cieco, mentre l'altro, che funge da sostegno ad una rampa di scale, dà accesso al triclinio 6, che presenta una pavimentazione in cocciopesto con al centro un tappeto in mosaico formato da un quadrato in cui è inscritto un cerchio che a sua volta racchiude rombi e quadrati in tessere bianche.
Le pareti, affrescate in tardo III stile, sono a fondo nero con pannelli decorati da cigni, variamente atteggiati, alternati a frutti come mandorle, cotogne, fichi.
La villa costruita tra la fine del I sec. a.c. e la prima metà del I sec. d.C., costituisce, pur nella parzialità della sua evidenza, una delle più intereti tra loro 150 mt. circa. Poco prima dell'eruzione vi erano stati eseguiti lavori di restauro, come il rifacimento delle colonne. La grande quantità dell'instrumentum domesticum rinvenuto, tra cui molti attrezzi agricoli, oltre il rinvenimento dei due scheletri, farebbe ipotizzare al momento dell'eruzione una normale attività lavorativa in corso.
INFORMAZIONI
in auto:
A3 Napoli-Salerno (uscita Angri)
in treno: Circumvesuviana Linea Napoli / Sorrento (fermata via Nocera)
La villa è visitabile tutti i giorni dalle ore 9.00 ad un'ora prima del tramonto; l'ingresso è gratuito. Prenotazione obbligatoria, anche telefonica, presso l'ufficio scavi di Castellammare (Tel. 081.871.45.41)
Immagini concesse dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei e dal prof. Giovanni Alfano