La sagra della porchetta

“Nel 1978, in occasione del 50° anniversario dell’autonomia dal comune di Lettere, da un’ idea dell’avv. Antonio Villani, all’epoca vice-sindaco del comune di S.Antonio Abate, nasce la Sagra della porchetta. L’evento fu abbinato alla già rinomata e vetusta Fiera del Santo Patrono, punto di integrazione per le diverse culture rurali, ma anche appuntamento centrale dell’anno solare per gli autoctoni e per le popolazioni limitrofe, impegnate nella compravendita di utensileria nei settori più disparati: dalla casa all’agricoltura, dall’oggettistica tipica al bestiame. Particolare attenzione era riservata al maialino, simbolicamente importante perché rappresentato come allegoria nell’icona del Santo, ma fondamentale anche perché status della cucina povera, che dell’animale non sprecava nulla. Gli organizzatori locali allestirono la prima “bancarella” con materiali occasionali (pali, frasche di agrumi e alloro), posizionandola nei pressi della chiesa parrocchiale, dove si trovavano la “fontanina” e le tre croci simboleggianti la Passione di Cristo. Successivamente il numero dei partecipanti, cosiddetti “porchettari”, accrebbe gradualmente. Le ”bancarelle” storiche rimangono quelle di “Zi Gennar o’ passegg”, del “Ristorante Maristella” e della “Carmencita”. La sagra per la nostra cittadina è diventata un evento memorabile, una tradizione inossidabile che ogni anno attrae migliaia di visitatori.

“Nella mia memoria, allora venticinquenne, permane un forte senso di responsabilità , nei confronti di una sagra da me curata fin dalla prima edizione, escluse le ultime manifestazioni, e di incoraggiamento verso le nuove generazioni nel prosieguo del lavoro da me fin qui svolto ”.

Gigino D’Aniello


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