La Fiera

L'origine della fiera degli animali che si svolge in S. Antonio Abate il 17 gennaio di ogni anno, giorno di festività dedicata al santo Eremita della Tebaide, affonda le sue radici in tempi remoti. La prima notizia certa di una fiera in zona risale al secolo XV, precisamente al 1420, allorquando la regina Giovanna II concede che durante i festeggiamenti in onore di S. Antonio Abate nel mese di gennaio, annualmente, si possa tenere una fiera di 10 giorni. A quel tempo nella palude di Lettere un'edicola votiva dedicata a S. Antonio Abate è già presente sulla strada che da Angri porta a Castellammare di Stabia nel punto di intersezione iniziale con la mulattiera che giunge al borgo di S. Nicola del Vaglio e quindi alla Città di Lettere. Proprio in quel punto nodale si svolgono scambi commerciali tra cittadini lettere e viandanti di Nocera e Stabia, che si intensificano nel giorno della festi¬vità del Santo con vendita non solo di prodotti della terra e di manufatti vari, ma soprattutto di bestiame (maiali, mucche, buoi, asini, cavalli, animali da cortile). La presenza della fiera è attestata successivamente presso la Taverna di Palude esistente nella masseria Grande a pochi passi dalla Cappella di S. Antonio Abate sulla strada che porta a Castel-lammare di Stabia. Cittadini provenienti dai paesi vicini e forestieri per l'occasione giun¬gono nella contrada di S. Antonio Abate per acquistare masserizie, prodotti della terra ed animali e approfittano per rifocil¬larsi all'osteria della Taverna dove sosta¬no e assaggiano specialità e un buon bic¬chiere di vino locale. Negli anni ‘60 e ‘70 è una sola la giornata dedicata alla fiera, con un conseguente calo numerico tra gli espositori e gli acquirenti. Solo successivamente con l’integrazione della sagra della Porchetta, l’evento ha riacquistato l’antico prestigio. Nell’ultimo decennio l’allestimento, adeguandosi ai nostri tempi, si è avvalso di moderne tendo-strutture, rendendo così competitivo, nel mercato nazionale ed europeo, anche il settore commerciale.

Prof. Gerardo Sorrentino - storico


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