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Dal 1977 si organizzò per la prima volta il raduno folk internazionale, che vide Sant’Antonio Abate la sede di incontro di svariati gruppi folk provenienti da ogni parte del mondo. Negli anni successivi nel periodo di Carnevale si cominciarono ad organizzare momenti di divertimento con canti e balli in maschera per le strade di S. Antonio Abate. Il Carnevale abatese in senso moderno nasce nel 1982, dallo spunto del Carnevale di Maiori, grazie ad un gruppo di circa 150 giovani abatesi che dalla cittadina costiera fino a Sant’Antonio Abate portavano a mano i carri allegorici del carnevale di Maiori, e si festeggiava con il corteo per il centro cittadino la domenica successiva al carnevale, animata da maschere e suoni. Per ben sei anni il carnevale abatese si festeggiava grazie al “prestito” dei carri allegorici di Maiori.
Sul finire degli anni 80, a cavallo con l’inizio degli anni 90, i giovani abatesi impararono la tecnica di lavoro della cartapesta, ed il carnevale “divenne” abatese. Il primo carnevale abasese fu organizzato prendendo spunto dal tema “Arabia”. Il primo carro allegorico creato dai giovani abatesi su “il Vesuvio”, con la rappresentazione in cartapesta del simbolo partenopeo, tra il suono delle tammorre ed il ballo della tarantella. Negli anni 90, fino al 1995, il carnevale abatese fu sospeso, per poi essere ripreso e diventare tradizione locale. Nella storia del carnevale si ricorda il carro allegorico “Bingo Bongo” sul finire degli anni 80, “il cigno”, “i puffi”, “Remì”, “Venezia”. Dal 1995, è divenuto appuntamento fisso, e ancora oggi il carnevale coinvolge a S. Antonio Abate circa mille giovani, che con passione e dedizione si impegnano lavorando la cartapesta e inventando coreografie e movimenti.
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