Sant’Antonio Abate: il paese dei fiori

01Sant’Antonio Abate è il paese dei fiori. Lo dicono le cifre.  250 aziende sul territorio che si dedicano alla produzione e commercializzazione del fiore reciso.  Sant’Antonio Abate confina con i comuni di Pompei, Scafati, Angri, Lettere, Gragnano, S. Maria la Carità. Dista da Napoli, capoluogo, km 36 ed è situato al confine con la provincia di Salerno. Nel corso della tre giorni, uno spazio fieristico di circa 3000 mq ha ospitato più di 40 produttori del nostro territorio.

A chiusura di questa prima edizione dedicata alla risorsa floricola, emerge un bilancio del tutto positivo, infatti sono stati oltre 20.000 i visitatori che hanno affollato gli stand e partecipato ai numerosi incontri, dibattiti, spettacoli e dimostrazioni dell’arte floreale.Promozione, tutela e valorizzazione delle preziose risorse d’un vasto territorio rurale: produzioni florovivaistiche, coltivazioni, paesaggi ed ambienti, eventi culturali, folklore e storia antica. Sviluppo del florovivaismo Tutela del paesaggio rurale e dei percorsi naturalistici Esaltazione dei prodotti tipici Recupero delle tradizioni storiche ed artigianali Promozione dell’offerta culturale Iniziative nel campo della formazione professionale, con ampio spazio alla conoscenza sulle nuove tecniche e sulla energia alternativa; articoli per fioristi”.
Dal programma delle iniziative dell’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Campania a sostegno dell’attività agricola: Adeguamento e ammodernamento delle aziende floricole, attraverso la diffusione delle conoscenze e delle tecnologie innovative riguardanti il contenimento dei costi di produzione, la standardizzazione ed il miglioramento della qualità delle produzioni, l'innalzamento della qualità delle condizioni di lavoro, e l'automazione della pratica agricola (Progetto "Ricerca, sperimentazione e trasferimento delle innovazioni di prodotto in campo floricolo"). Miglioramento della qualità, attraverso la promozione di specifici programmi di ricerca e sperimentazione per il miglioramento delle operazioni post raccolta, in riferimento sia al prolungamento della durata dei fiori recisi che allo studio di innovativi sistemi e materiali per l'imballaggio e il trasporto dei fiori recisi. Sviluppo e diffusione della floricoltura ecocompatibile, mediante la diffusione di prodotti e tecniche di produzione a basso impatto ambientale, comprendenti le coltivazioni fuori suolo, l'utilizzazione di fonti energetiche rinnovabili, la razionalizzazione delle risorse naturali impiegate nei processi produttivi, la riduzione della chimica utilizzata per la crescita e la difesa delle coltivazioni

Diversificazione delle produzioni
, mediante l'introduzione e la diffusione di nuove specie floricole nell'attuale assortimento produttivo del comparto, realizzata attraverso specifiche attività di orientamento tecnologico varietale. (Progetto "Ricerca, sperimentazione e trasferimento delle innovazioni di prodotto in campo floricolo").

Valorizzazione e diffusione della floricoltura nelle aree interne della regione, attraverso il monitoraggio e l'individuazione di microambienti particolarmente favorevoli e la realizzazione di attività di orientamento tecnologico varietale, volte alla promozione e alla diffusione delle produzioni destagionalizzate (Progetto "Diffusione della floricoltura nelle aree interne della Campania")

Valorizzazione e diffusione della coltivazione di piante mediterranee ed extrabacino
, attraverso la verifica ed il collaudo di specie adattabili ai diversi areali di coltivazione del territorio regionale, in considerazione della domanda crescente da parte dei mercati del Nord Europa.
Ammodernamento e riqualificazione della fase commerciale e distributiva
, mediante la realizzazione di attività promozionali volte ad incentivare la cooperazione e l'associazionismo tra gli operatori del settore, la razionalizzazione delle operazioni di selezione e di confezionamento delle produzioni floricole, e mediante azioni pilota volte ad indirizzare e ad orientare gli operatori in merito agli sbocchi alternativi di mercato della distribuzione moderna (Progetto Grande Distribuzione Organizzata)

Promozione del vivaismo regionale e valorizzazione del germoplasma locale
, al fine di incentivare iniziative per la produzione di materiale di moltiplicazione di specie autoctone e/o adattabili all'ambiente mediterraneo (Progetto "Sviluppo del vivaismo floricolo in Campania")Attività di divulgazione e informazione a supporto dei Progetti indicati, mediante incontri divulgativi, visite guidate, seminari, convegni, pubblicazioni.

L’altimetria massima del Comune è di m. 225, la minima è 8 m. e quella riferita alla piazza principale del paese è di m. 20. Sant’Antonio Abate ha una popolazione di circa 19.000 abitanti su una superficie territoriale di kmq. 7,5. Si trova al centro di grandi città come Castellammare di Stabia (Na) da cui dista km 8, Scafati (Sa) da cui dista km 4 ed Angri (Sa) da cui dista km 3. La maggior parte del territorio si estende in pianura e solo una parte forma la zona pedemontana che tocca il territorio di Lettere. Il territorio è attraversato da un piccolo fiume il Marna, affluente del Sarno, che ha una lunghezza di circa 3 km e termina il suo percorso nel Comune di Pompei. Il clima è abbastanza mite per la vicinanza del mare, con inverni poco rigidi, ma umidi ed estati non troppo calde.  Sant’Antonio Abate ha fatto parte di Lettere fino al 1925, allorquando si staccò diventando un Comune autonomo. E’ un paese abbastanza prospero vivendo fino a pochi lustri d’agricoltura e sviluppando negli ultimi decenni una competitività industriale basata sulla produzione e trasformazione del pomodoro. Anche l’agricoltura ha introdotto negli ultimi tempi nuove colture specializzate come quella dei fiori (gladioli, garofani, anemoni). Nella zona pedemontana si coltivano vite, ulivo, agrumi, frutta; mentre nella zona valliva sono sviluppate le coltivazioni d’ortaggi, legumi, ecc. L’attività agricolo- industriale è legata quindi essenzialmente alla produzione e trasformazione del pomodoro che viene lavorato nelle numerose industrie del paese. Si contano, infatti, circa 20 industrie conserviere con largo impiego di mano d’opera del paese e centri viciniori.Il territorio di Sant’Antonio Abate si estende su una superficie territoriale complessiva di Kmq. 7,87 circa, con gran parte del territorio pianeggiante e una piccola zona a giacitura montana, e che la parte pianeggiante del territorio, grazie anche al clima mite dovuto alla vicinanza del mare ed in parte umido perché posto alle pendici dei Monti Lattari, sfrutta l’agricoltura come una delle prime attività economiche, con l’introduzione di colture specializzate, quale soprattutto la coltivazione di fiori. Circa 250 sono le aziende floricole, che rappresentano gran parte dell’economia locale. Le attività svolte dalle aziende locali sono prevalentemente legate alla produzione a alla commercializzazione di fiori e piante per il consumo intermedio (vivaismo) e finale (floricoltura). La parte consistente della superficie agricola locale dedicata al florovivaismo è coltivata a fiori recisi, mentre una parte residua è dedicata alla coltivazione del  fogliame.  I fiori recisi vengono coltivati in serre, e grazie a questo tipo di coltivazione le varie specie sono reperibili tutto l’anno. I fiori recisi vengono usati per creare composizioni destinate alla decorazione o per creare addobbi per cerimonie e ricevimenti di vario tipo e sono usati da sempre come articolo da regalo per varie  occasioni. Le specie prodotte dalle aziende floricole abatesi si distinguono in gigli lilium, che rappresentano la maggior parte della produzione. Altre tipologie di fiori recisi prodotti sul territorio locale sono le rose, tulipani, garofani, gerbere, gladioli, anthurium e produzione di tipo orientale. Le specie di  fogliame prodotto si distinguono in aralia, aspidistria, eucaliptus e pittosporum tobira. Tra le piante in vaso le specie più rilevanti sono la begonia elatior, la poinsettia ed il geranio. 

Ecco perché nasce il  progetto "Fiori in Festa expo", da un idea della Pro Loco Paese mio in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Sant’Antonio Abate lo scorso aprile è stato tale evento  teso a valorizzare la risorsa floricola del territorio fatto di storia e cultura, ma anche di sapori, colori e profumi.  Lo scopo è quello di riscoprire le amenità dei  luoghi abatesi per mantenere vive le tradizioni locali, impegnandosi nella tutela delle ricchezze per diffondere l’immagine di una terra rigogliosa, ricca e bella. L’obiettivo dell’iniziativa, svoltasi dal 24 al 26 aprile 2009, è stato quello di puntare sulla piena rivalutazione delle risorse e delle potenzialità caratteristiche del territorio e rendere nota la prestigiosa vocazione  dell’area della costa  vesuviana, qual è la produzione florovivaistica, che nel solco di un’antica tradizione di competenza e professionalità, ha elevato tale risorsa ai vertici nazionali per qualità e quantità di produzione.

 


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